mercoledì 29 febbraio 2012

Ecco perché Silvio Berlusconi è un corruttore (video da diffondere)




Ecco come funziona, nella pratica, la prescrizione. A spiegarlo non è un giornalista di una qualche testata considerabile vicina ai comunisti, e quindi schierato e poco attendibile, ma uno che di legge ne capisce e ne mastica quotidianamente (senza essere adeguatamente supportato dallo Stato): il magistrato Nicola Gratteri, Procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria. Uno dei più grandi esperti viventi di 'ndrangheta, la mafia calabrese, un mostro sottovalutato, un fenomeno allo stesso tempo globale e locale da lui definito pervasivo e non isolabile. Il video risale al febbraio del 2010 e si parla della prescrizione dell'avvocato Mills che era stato "graziato" in Cassazione grazie alla prescrizione, dopo ben due condanne in primo grado e in appello. Insomma, l'avvocato inglese era stato ritenuto colpevole, solo che non ha dovuto scontare i 4 anni e 6 mesi previsti grazie a quella manna dal cielo, come la definisce Di Pietro, chiamata prescrizione. Sono passati due anni, e quelle parole, quel ragionamento sono ancora perfettamente validi e applicabili al caso di Silvio Berlusconi.

Il principio del quale parla Gratteri è quello della precedenza all'assoluzione nel merito rispetto all'estinzione del reato. Ne parla il secondo comma dell'art. 129 del codice di procedura penale: "Quando ricorre una causa di estinzione del reato ma dagli atti risulta evidente che il fatto non sussiste o che l'imputato non lo ha commesso o che il fatto non costituisce reato, o non è previsto dalla legge come reato, il giudice pronuncia sentenza di assoluzione o di non luogo a procedere con la formula prescritta." Questa "evidenza" dell'innocenza di Berlusconi, quindi, mancava. Questo spiega come mai non gli passi nemmeno per l'anticamera del cervello l'idea di rinunciare allo scudo della prescrizione. E il fatto che non vi rinunci "per le condizioni ambientali sfavorevoli", come vorrebbero i suoi scudieri, sa tanto di scusa alla quale non crederebbe neanche un bambino (ma purtroppo tanti italiani teledipendenti e maggiorenni se la bevono, eccome).

A questo punto già prevedo l'obiezione: "Ma è un magistrato, quindi, oltre a essere antropologicamente diverso dal resto della razza umana, è schierato con i comunisti! Il suo non è un parere tecnico, non può essere considerato imparziale". Peccato che Gratteri pubblichi libri con la casa editrice dell'ex presidente del Consiglio e sia contento di farlo, perché, parole sue "Non mi hanno cambiato neanche una virgola, scriverò ancora per loro". Peccato che Gratteri, proprio durante la presentazione di un suo volume abbia dichiarato: "Se confrontiamo i 18 mesi dell'ultimo governo Prodi con il governo Berlusconi, ebbene l'attuale esecutivo ha fatto di più in tema di lotta alla mafia. Almeno tre cose importanti. La prima: ha abolito il patteggiamento in appello che riduceva ad esempio pene di 27-28 anni si riducevano a pene ridicole di 6-7 anni. Secondo: ha fatto in modo che si possano confiscare i beni anche ai figli dei mafiosi che li ereditavano dai padri. Terzo: ha reso ancora più duro il 41 bis". Davvero un comunista sui generis.

Il problema comunque, beninteso, non è la prescrizione, che esiste ovunque e serve a tutelare i cittadini. Ma per esempio il fatto che, abbinata ad altre tutele e caratteristiche del nostro sistema giudiziario - come il triplice grado di giudizio e il fatto che il conteggio non si interrompa al momento in cui inizia l'azione penale - essa faccia sì che il furbetto di turno, dotato di avvocati scaltri e ben pagati, possa farla franca. Sistematicamente. Un altro problema è la concentrazione di potere mediatico la quale permette che il TG5, imitando Minzolini, parli di "proscioglimento" e che Il Giornale possa titolare subito dopo la suddetta prescrizione: "E adesso il Cavaliere può pensare al Quirinale". Al Quirinale. La carica più importante dello Stato, che fu di gente come Pertini e De Nicola, persone integerrime sulle quali non gravava nemmeno l'ombra del sospetto per la più veniale delle colpe. Mentre qui abbiamo un corruttore di magistrati e di avvocati, salvo grazie alla prescrizione, che già il giorno dopo essere scampato alla sacrosanta galera è sfacciatamente candidato al trono di italiano esemplare.

Avete capito? Io finalmente ho capito (finalmente si fa per dire).

lunedì 20 febbraio 2012

Sono entusiasta di questi due sindaci

Mentre a livello nazionale la politica è tutta incentrata su cosa farà Casini e inciuciate varie, a livello locale ci sono due sindaci del centrosinistra, eletti a furor di popolo, che stanno dimostrando concretamente cosa vuole dire fare scelte coraggiose, di sinistra e, soprattutto, giuste. Decisioni non sempre semplici o portatrici di facili consensi che però vengano incontro alle reali esigenze quotidiane dei cittadini. A Napoli, sulla scia di quanto fatto dal primo cittadino cagliaritano Zedda, il sindaco apre la strada alle unioni di fatto, avallando la proposta di istituire un registro per le coppie (anche dello stesso sesso) che convivano. Il tutto si poggia semplicemente sulla Costituzione, della quale basta applicare l'articolo tre. Quello che sostiene che i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzioni. Il cardinale Sepe non ha mancato di esprimere il suo malumore per l'iniziativa, ma è stato bellamente, e giustamente, ignorato. Come sempre dovrebbe avvenire in uno Stato laico, ma in passato purtroppo siamo stati abituati ben diversamente. A Milano in otto mesi Pisapia ha fatto molto. Si pensi all'istituzione di 1200 access point in grado di fornire connessione gratuita per l'intera giornata, alla demolizione delle villette abusive a Parco Sud, dell'ecomostro di via Monluè e alla nascita di dieci nuove aree gioco per bambini in parchi e giardini cittadini, alla flessibilizzazione degli orari dei dipendenti comunali, ai tagli dei costi delle segreterie degli assessori, alla lotta alle auto blu (il cui tempo di utilizzo è stato abbassato di 15 volte) e allo stop ai favori in galleria (partiti, associazioni, sindacati, amici e amici di amici in affitto da decenni a prezzi stracciati negli edifici del centro), all'avviamento dei lavori per la metropolitana 4 e a quello del piano ciclabilità, eccetera eccetera. Non male per quello che la Moratti in campagna elettorale aveva bollato come un "ladro di auto".

sabato 11 febbraio 2012

Senza parole


Camminando per la strada sono molti i rischi che si corrono. Vivendo a Roma si potrebbe per esempio scivolare sulla strada ghiacciata (questa volta Alemanno pare sia stato previdente e abbia capito che era il caso di guardare le previsioni del tempo). Oppure di imbattersi in manifesti ancora più agghiaccianti del clima. Come quello dell'immagine. Il fatto che ancora oggi l'omosessualità venga equiparata con nonchalance alla pedofilia fa raggerlare il sangue, tanta è l'ignoranza e la cattiveria che traspare dall'equivalenza. In questo caso si tratta di Forza Nuova, un movimento che si richiama palesemente al fascismo ma che nonosante questo (e a dispetto della nostra Costituzione che vieta la ricostituzione di partiti di questo tipo, norma che il Pdl tempo fa voleva abrogare per inciso) non viene sciolto come dovrebbe. Ma il problema è più ampio, è una questione culturale. L'omofobia e la grettezza di personaggi chiamati a rappresentarci come Giovanardi, che se la prende con la pubblicità dell'Ikea o il videogioco The Sims, rei di "sdoganare l'omosessualità" (che cosa orribile, eh?) sono esemplari. Tra l'altro ci si chiede perché questi personaggi, tutti "Dio, patria, famiglia tradizionale", che amano generalizzare in questo modo squallido sui gay non affrontino mai temi (quelli sì scottanti e reali) della pedofilia nel mondo della chiesa cattolica, e invece siano propensi a minimizzare sul fenomeno in questione (nel 2008 l'Osservatore Romano ha per esempio scritto che "neppure l'1% dei sacerdoti ha a che fare con problemi di condotta morale e sessuale"). Peccato che secondo il John Jay Report, uno studio dettagliato commissionato dalla Conferenza episcopale a stelle e strisce, circa il 4% degli esponenti del clero USA tra il 1950 e il 2002 (si parla di quasi 110mila persone) sia stato coinvolto in casi del genere.